Blog

6 Febbraio 2018

Banca o Sbanca ?

Banche, mutui subprime, bolla immobiliare e la consulenza finanziaria

Quando parliamo di banca e finanza ci vengono in mente pensieri bizzarri come la finanza strutturata, i derivati , cartolarizzazioni e con ogni probabilità emergono le antiche paure riconducibili alla crisi americana.

La crisi finanziaria dei mutui subprime ha avuto inizio negli Stati Uniti nel 2006. I presupposti della crisi risalgono al 2003, quando cominciò ad aumentare in modo significativo l’erogazione di mutui ad alto rischio, ossia a clienti che in condizioni normali non avrebbero ottenuto credito poiché non sarebbero stati in grado di fornire sufficienti garanzie.

I fattori che hanno stimolato la crescita dei mutui subprime sono riconducibili, tra l’altro, alle dinamiche del mercato immobiliare statunitense e allo sviluppo delle cartolarizzazioni.

A partire dal 2000 e fino alla metà del 2006, negli Stati Uniti i prezzi delle abitazioni sono cresciuti in maniera costante e significativa, generando una vera e propria bolla immobiliare. Tale dinamica era favorita dalla politica monetaria accomodante della Federal Reserve (FED), che mantenne i tassi di interesse su valori storicamente bassi fino al 2004, in risposta alla crisi della bolla internet e quindi della new economy e all’attacco dell’11 settembre 2001.
I tassi di interesse bassi equivalevano a un basso costo del denaro per i prenditori dei fondi, ossia per le famiglie che richiedevano mutui ipotecari, e finirono pertanto con lo stimolare la domanda di abitazioni alimentandone ulteriormente i relativi prezzi.

La bolla immobiliare, inoltre, rendeva conveniente la concessione di mutui da parte delle istituzioni finanziarie che, in caso di insolvenza del mutuatario, potevano comunque recuperare il denaro prestato attraverso il pignoramento e la rivendita dell’abitazione. Oltre alla bolla immobiliare e ai bassi tassi di interesse, la crescita dei mutui subprime è stata sostenuta anche dallo sviluppo delle operazioni di cartolarizzazione, ossia dalla possibilità per gli istituti creditizi di trasferire i mutui, dopo averli ‘trasformati’ in un titolo, a soggetti terzi (le cosiddette ‘società veicolo’) e di recuperare immediatamente buona parte del credito che altrimenti avrebbero riscosso solo al termine dei mutui stessi (10, 20 o 30 anni dopo).

La cartolarizzazione consentiva alle banche, apparentemente, di liberarsi del rischio di insolvenza dei prenditori dei fondi e indeboliva così l’incentivo a valutare correttamente l’affidabilità dei clienti. Le società veicolo, dal canto loro, finanziavano l’acquisto dei mutui cartolarizzati mediante l’offerta agli investitori di titoli a breve termine. Una sintesi di un fenomeno di tale portata, è d’uopo per fare chiarezza su fenomeni complessi ma non per questo poco comprensibili.

Le banche e l’intero sistema bancario dopo sette anni dalla crisi internazionale non ha tardato a produrre in Italia i suoi effetti negativi generando il fallimento delle Casse di risparmio di Ferrara e Chieti, Banca delle marche e Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio. In sintesi per via di questi fallimenti , dovuti anche a responsabilità di Banca d’Italia e Consob, oltre 140 mila risparmiatori hanno perso circa 430 milioni.

Tuttavia il nostro sistema del credito , proprio perché si avvale di una finanza più tradizionale, ha retto più di altri paesi alla crisi internazionale contenendo gli effetti tossici della finanza strutturata .
Il ruolo della banca in realtà, per via della re-regulation (ossia il processo inverso della de-regulation tipicamente anglosassone) sta perdendo il contenuto tradizionale di sostegno alle imprese che è da attribuire alla combinazione tra sofferenza e bassa redditività. Diversa la situazione in Francia e Germania che registrano un incremento nell’erogazione dei prestiti , in virtù di una minore incidenza dei crediti non performanti, rispettivamente 3,6 % e 2,8 % , rispetto al 16,1 dell’Italia (Fonte Sole 24 ore).

Altre forme alternative alla banca sono nate e stanno nascendo come strutture alternative al sistema creditizio ma anche come supporto al capitale di rischio e a quello di debito come il lending crowfunding , oltre ai già conosciuti Fondi Monetari, Fondi chiusi ecc. Tuttavia la revisione di Basilea 3 revisionata come Basilea 4 , costituirà un giro di vite per le concessione del credito anche se, per fortuna, l’attivazione delle nuove regole sono state rinviate a Gennaio 2022.

Tra queste difficoltà oggettive dovute alla trasformazione della mission bancaria e gli effetti indotti di una crisi inedita, il ruolo della consulenza aziendale e finanziaria acquista un’importanza strategica nel panorama delle PMI. L’analisi di bilancio, il controllo di gestione e strumenti come il Balanced scorecard e la pianificazione aziendale dovranno costituire un must per tutte le aziende per far si che la continuità aziendale riesca a primeggiare sulle liquidazioni e sulle procedure concorsuali.

About Claudio D'Audino

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *