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7 Giugno 2019

Crisi Aziendali

“Qualcosa  è cambiato” L’arte della continuità aziendale ed il codice della crisi

La continuità delle crisi aziendali ha “finalmente” portato come risultato alla nascita di una normativa, il decreto legislativo 14/2019 sul codice della crisi e sulla nuova interpretazione ed ampliamento dell’art 2086 secondo comma.

Una nascita di una provvidenziale legge che sarebbe dovuta esistere da sempre, perché contiene i dettami di una sana gestione aziendale ed i fondamenti della cultura di impresa.

L’azienda è un fenomeno complesso, costituita da diverse variabili il cui controllo o monitoraggio non è sempre semplice. 

L’ipertrofia fiscale nel nostro paese ha fortemente condizionato, sin dalla riforma fiscale del 73, tutto il sistema delle pmi, stressate e ossessionate dalla politica fiscale italiana.

La  recente normativa sul codice  della crisi e lo stato d’allerta si è imposta quasi coattivamente  anche sulle imprese di minori dimensioni e con l’art 2086 secondo comma, addirittura alle microimprese  e  ai soggetti non  fallibili. 

Volendo tradurre  il messaggio ontologico del nuovo decreto, si potrebbe pensare che  a tutte le aziende  di qualunque  dimensione, si richiede  “finalmente”  una maggiore attenzione ad una sana e corretta gestione dell’azienda sotto il profilo  manageriale.

Un sistema   che utilizza i metodi  e  le migliori best practices  della direzione aziendale per  garantire una sana continuità aziendale .

Crisi d'impresa

Le aree più neglette sono state, in questo percorso l’area finanziaria e quella del marketing.  

La mancanza di verifiche e controlli in queste aree professionali, può generare effetti devastanti. 

In altri termini, decisioni aziendali di natura strategica o finanziaria sono prese dal imprenditore senza che vi sia stato uno studio specifico sugli effetti indotti e/o collaterali al processo decisorio.

La Finanza ci viene incontro valutando la bontà degli investimenti con il valore attuale netto e col pareggio finanziario, il marketing attraverso indagini e regole di mercato supporta l’impresa nella previsione delle vendite, del marketing mix e/o dei fattori critici di successo o eventuali minacce rilevate attraverso la swot analysis.

Il decision making, l’arte di prendere le decisioni  in azienda,  è un processo soggetto a pressioni temporali e complesse, ciò comporta la necessità di una conoscenza che il knowledge  management* ben rappresenta  con la sua visione  multipla dei fenomeni aziendali.  

Decidere in fretta  e  con determinazione  diventa meno complesso se si utilizzano le conoscenze e le competenze nella giusta direzione e con i modelli gestionali  trasversali  integrati dall’arte delle neuroscienze del problem solving e della programmazione neurolinguistica .

Crisi Aziendali

La crisi  strutturale richiede fortemente una maggiore managerialità da parte delle aziende ed un lavoro di prevenzione  rispetto alle minacce  del mercato  e della gestione finanziaria.

La programmazione diventa un must, un obbligo anche per via del nuovo decreto legislativo che impone budget previsionali per un arco di tempo che va dai sei mesi all’anno per avere contezza di flussi che fronteggino le  uscite monetarie  costringendo all’istituzionalità del budget di tesoreria.

Ma al di là delle incombenze  che scaturiscono dal decreto legislativo  14/2019, l’accento va riposto sugli asset intangibili, elementi  indispensabili  per  la sopravvivenza dell’azienda nel  medio-lungo termine.

Asset intangibili: tutto ciò che non è “fisicamente tangibile” e misurabile. Qui si apre un mondo. Il brand, cioé la marca, è uno dei più preziosi asset intangibili. Marchi, brevetti, licenze, domini, competenze del personale, segreti industriali, innovazione, ottimizzazione dei processi… ma anche il posizionamento strategico, le relazioni, le conoscenze!

Crisi d'Impresa

Il ciclo d’azienda  ci insegna che prima del declino ( ove serve il riposizionamento), si manifesta la fase della maturità che nella matrice di Boston Consulting potrebbe essere paragonata alla Cash Cows.

Cash Cows: sia quota di mercato che tasso di crescita sono in diminuzione ma  l’azienda  genera molta liquidità 

In questa fase l’approccio alle crisi aziendali, oltre ad essere sempre sistemico, deve  essere proiettato ad un riposizionamento utilizzando il flusso dei ricavi per  effettuare nuovi investimenti e consolidare con eventuali nuovi business  che vadano a pescare nelle aree Stars o Question Mark della matrice suddetta.

La Finanza aziendale è ormai divenuta indispensabile per il monitoraggio ed il controllo gestionale delle aziende ma necessita non trascurare le dinamiche del mercato e del fatturato.

E’ questo il motore delle aziende il cui monitoraggio deve essere continuo ed in caso di controtendenze e di minacce in tale direzione vanno tempestivamente fronteggiate.

Kaplan e Norton con la Balanced Scorecard sin dagli anni 90 hanno dato il loro contributo, una scheda di valutazione bilanciata che a tutt’oggi è un elemento strategico più che attuale.

Ma anche il modello Canvas con il suo analitico e strutturato algoritmo possiede una efficacia ed una modernità che lo rende molto efficace.

Anche il Knowledge management, come ricordato prima, con l’applicazione interdisciplinare e moderna deve essere utilizzato all’interno dell’impresa.

Regole di controllo e allerta

Il knowledge management è diventato una vera e propria disciplina a partire dai primi anni novanta del XX secolo, grazie in particolare all’apporto di Ikujiro Nonaka (1991), che ne è considerato l’iniziatore, e si caratterizza per affondare le sue radici in molti campi diversi, fra cui l’organizzazione aziendale, la sociologia, le scienze cognitive, l’archivistica e, operativamente, l’informatica.

In altri termini  un pronto soccorso  che scongiuri  situazioni più gravi risolvibili  con la liquidazione giudiziale o le altre procedure concorsuali.

Il secondo comma dell’art 2086 del c.c. invece  attua una rivoluzione copernicana  imponendo un assetto organizzativo ed efficiente  per  rilevare tempestivamente  la crisi di impresa  e/o la perdita della continuità aziendale .

Quest’ultima novità abbraccia  tutte le tipologie aziendali.

Assetto organizzativo efficente

L’azienda è un fenomeno complesso e va studiato a fondo utilizzando molte  tecniche e più scienze.

La specializzazione  è importante ma serve  anche una visione allargata, interdisciplinare o ancora meglio olistica  che consenta di  correggere il tiro, avere sempre presente la vision  e modificare se occorre, la mission aziendale.

Qualcosa è cambiato….questa volta  però, per fortuna !!!!!

Se sei interessato a capire come la tua impresa (di qualunque dimensione sia: micro, piccola, media o grande) può fare fronte a questi cambiamenti nel suo stesso interesse, contattataci subito a questo link, siamo disponibili a darti le giuste indicazioni

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