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6 Febbraio 2018

La consulenza di direzione aziendale

La consulenza di Direzione Aziendale, la finanza ordinaria ed agevolata

Un giorno durante una mia sessione informativa, fini anni 80, quando ancora il fondo perduto, o meglio il contributo conto impianti era fortemente significativo, enfatizzai  al gruppo di aziende presenti  la possibilità di ottenere sino all’80% dell’investimento; fui interrotto dalla perentoria domanda  di un imprenditore che con voce quasi sdegnata in  slang dialettale mi chiese :

<<Ma l’altro venti per cento che lo dobbiamo mettere noi???>>

Non nascondo che  quella domanda  mi generò un disagio di  non poco conto, difatti a tale ottusità  è difficile trovare una risposta sensata o razionale.

Ho scelto il profilo di consulenza di direzione aziendale dopo un’esperienza decennale in una importante multinazionale targata Ford, ed a tutt’oggi mi scontro con il mito del fondo perduto e delle opportunità che mirano ai contributi e che non valutano il reale business aziendale e le possibilità di sopravvivenza di  una  impresa.

In altri termini occorre enfatizzare la differenza tra il rischio finanziario e quello operativo. Quest’ultimo è spesso trascurato per via della difficoltà oggettiva di  avere riscontri attendibili e duraturi nel mercato di riferimento e rappresenta  la linfa vitale dei progetti o degli studi di fattibilità, poiché garantisce la creazione di valore d’azienda nel tempo.

Il  rischio finanziario può essere più facilmente calcolato attraverso un piano finanziario eseguito con la giusta diligenza e ci da la percezione reale del fabbisogno finanziario dell’azienda sia a breve che a medio lungo termine e, questo stesso piano  diventa uno strumento  informativo fondamentale per reperire “le fonti” adeguate al fabbisogno reale dell’azienda.

La filosofia del fondo perduto o meglio del contributo in conto impianti e/o conto capitale, ha spesso Agevolazionidanneggiato   il mondo imprenditoriale facendolo orientare su  aiuti ed incentivi statali, ma spesso facendogli  perdere di vista  l’importanza del core business  e di quel “saper  fare” che, nell’ambito del business sono, non solo remunerativi, ma anche  duraturi.

Piani d’impresa o business plan che  poco hanno a che vedere con previsioni attendibili o veritiere, o elaborati ed eseguiti senza una due diligence che possa garantire  una buona attendibilità, portano a scarsi risultati di gestione. Previsioni di aziende in funzionamento senza partire da un’attenta analisi di bilancio che riesce a sintetizzare importantissime informazioni per il forecast e per una  pianificazione efficace, sono assolutamente inutili per un management che vuole ottenere risultati e migliorarne la qualità.

Necessita  riesumare le migliori tecniche che  la letteratura aziendale ed economisti d’impresa ci hanno regalato  nel corso dell’economia aziendale come Fabio Besta e Gino Zappa o il più attuale Guatri.

Le aziende hanno bisogno di  consulenza di direzione aziendale strategica e mirata, lontane da logiche di standardizzazione. Noi, dottori commercialisti, specialisti nell’area della consulenza di direzione e di gestione aziendale, siamo chiamati  adesso come mai  in passato,  a sostenerle   e ad  occuparci  della loro sopravvivenza e  della loro crescita.

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