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27 luglio 2018

L’arte della gestione aziendale

La cultura di impresa e la cultura della gestione aziendale, non sono armi aggiuntive in un corposo arsenale ma armi imprescindibili per affrontare l’onerosità di un sistema assolutamente complesso e variabile, in continuo dinamismo.

Oggi come non mai la gestione aziendale è tornata ad essere assolutamente un must e quindi un’attività indispensabile nel mondo delle piccole e medie imprese.

In realtà le tecniche di controllo di gestione, di analisi di bilancio e  programmazione finanziaria  sono state sempre di grande supporto al  management aziendale  ma dalla crisi del 2008 e quindi in una dimensione particolarmente critica e duratura, le tecniche di management, di gestione e strategia, costituiscono il supporto minimo per  affrontare le sfide di mercato, le crisi finanziarie, il credit crunch, nonché la reale difficoltà di sopravvivenza che le imprese incontrano nel  fisiologico ciclo economico.

Il fiuto commerciale o le ottime capacità produttive non possono essere sufficienti a fronteggiare le problematiche sopracitate con le sole risorse di adattamento, spesso empiriche, di abili o a volte saccenti imprenditori che leggono nella proprietà d’azienda l’esclusiva delle decisioni aziendali, di disporre senza limiti di una struttura che quasi sempre coinvolge stakeholders di tutti i tipi come i fornitori, le banche, i dipendenti   ecc.

L’economia come la medicina, prevede le specializzazioni professionali, la capacità di riconoscere il problema e trovare soluzioni   adeguate contestualizzando il caso specifico.

Siamo dei medici aziendali che attraverso l’analisi di bilancio, facciamo la diagnosi generale dell’azienda per poi, attraverso monitoraggio (budget, controllo di gestione, contabilità analitica) esplorare atomisticamente, per singole Business unit  o  tramite le  Aree strategiche di affari. (A.S.A.) le varie attività che creano valore e la contribuzione della redditività e dei flussi di cassa al valore d’azienda.

La concezione olistica dell’azienda, già anticipata negli anni 90, da Kaplan e Norton, è l’unica strada percorribile per avere una visione esaustiva   dell’impresa.  Gli interventi difatti di natura reddituale o di riequilibrio finanziario, perdono la loro efficacia se   non si considerano le prospettive di mercato o del business di riferimento.

Il ciclo aziendale o la matrice di Boston Consulting , nella loro semplicità ed immediatezza, aiutano l’imprenditore ad effettuare una collocazione di attuale posizionamento della propria impresa  da cui scaturisce la “decision making”  alias  la  scelta  strategica ed operativa  di  creare dei correttivi  o degli interventi ad hoc in base alle esigenze di mercato o  della concorrenza  o a  scelte radicali dovute a  variabili macroeconomiche.

La criticità e la delicatezza della consulenza aumentano quando l’impresa presenta tensioni finanziarie o valori di bilancio non performanti. In questi casi, solo con l’esperienza e la tempestività il consulente di direzione riesce a supportare e a tirar fuori dal perimetro della crisi l’azienda.

Diagnosi e terapia devono essere effettuate con solerzia e, oltre agli interventi economici e finanziari, di strategia e di marketing operativo, necessita fare ricorso al problem solving , alla comunicazione, alle neuroscienze .

In sintesi un intervento multidisciplinare sintetizzato nella visione olistica dell’azienda che consenta al professionista   specialista di diagnosticare una guarigione altamente probabile ed un solido rientro nel mercato di riferimento.

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